Scintigrafia renale


Signora e Signore,
per ottenere maggiori informazioni sul suo stato di salute, il suo medico curante le ha prescritto una scintigrafia dei reni.

In quali casi il medico curante prescrive una scintigrafia renale?
In caso di scoperta o a seguito di un restringimento o di una dilatazione delle vie urinarie. In caso di bilancio di un tumore renale, di infezione renale o della vescica recidivante. In caso di dolori addominali e di mal di schiena. In caso di sangue nelle urine.

Dove si può fare questo esame?
In tutti i servizi di medicina nucleare del Gran Ducato di Lussemburgo.

Il paziente va preparato?
Non a digiuno, pasto normale e bevande senza particolare limitazione.

Vi sono delle medicine da prendere?
Nessuna.

Bisogna interrompere l’assunzione di alcune medicine?
In generale nessuna. Talvolta, in alcuni casi particolari (bilancio di ipertensione), bisogna interrompere il Captoril.

Come viene somministrato il prodotto radioattivo necessario alla scintigrafia?
Iniezione endovenosa (non dolorosa).

Che intervallo temporale esiste tra l’iniezione e le immagini riprodotte sul monitor?
Se viene praticata una scintigrafia dinamica: il prodotto è iniettato sotto l’obiettivo e le immagini vengono riprodotte in tempo reale. Se invece viene praticata una scintigrafia renale statica, l’intervallo tra l’iniezione e le immagini è di 4-6 ore.

Quanto durano le immagini sul monitor?
Dai 30 ai 60 minuti.

Nel giorno della scintigrafia vi sono delle precauzioni particolari?
Bere molto, circa 1-2 litri.

Vi sono effetti secondari?
In linea di massima nessuno. Talvolta, se viene somministrato un diuretico a fine esame si deve svuotare rapidamente la vescica.

Precauzioni specifiche per le donne in gravidanza?
La questione va valutata dal medico curante e dallo specialista in medicina nucleare. In linea di massima, non si pratica una scintigrafia su di una donna in gravidanza se non in caso di urgenza. Sarà posta ogni attenzione nel ridurre al minimo la dose di radioattività assorbita dall’embrione.

Cosa fare in caso di allattamento?
La questione va valutata dal medico curante e dallo specialista in medicina nucleare. In linea di massima, non si pratica una scintigrafia su di una donna che allatta se non in casi urgenti. Nel caso in cui si decida di procedere, per 1-3 giorni si tira il latte materno e successivamente si nutre il neonato col biberon.

Quali informazioni vengono fornite al medico curante dopo l’esame?
Al medico curante viene inviata una relazione accompagnata da immagini.



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